I numeri della cosmetica

21 Apr 2021

La pandemia condiziona, ma non ferma, l’industria cosmetica. Crescono nel 2020 i consumi di prodotti per l’igiene (corpo/orale) e la cura dei capelli. In calo profumeria alcolica e make-up.

A oltre un anno dallo scoppio della pandemia, i valori preconsuntivi sul 2020 dettagliati ne I numeri della cosmetica evidenziano come il mercato abbia subito importanti trasformazioni, legate non solo alle differenti restrizioni, ma anche all’attitudine da parte dei consumatori verso nuove modalità e abitudini di acquisto.

«Una parola che ha caratterizzato più che mai l’operato delle nostre aziende è stata responsabilità. Fin dallo scoppio dell’emergenza sanitaria il settore ha offerto il proprio contributo attraverso numerose azioni: dalla donazione di detergenti e igienizzanti, alla conversione di intere linee produttive, alla raccolta di fondi per le strutture sanitarie. Cosmetica Italia stessa ha collaborato con istituzioni, imprese associate e operatori del settore per garantire l’accesso ai prodotti cosmetici e di igiene personale e la continuità dei servizi di cura della persona – commenta Renato Ancorotti, presidente Cosmetica Italia – La cosmesi è e vuole continuare a essere un’industria che fa bene al Paese: è necessario ripartire, rispondendo in sicurezza alla richiesta di benessere della popolazione, ma al contempo potendo contare su un contesto di stabilità su cui poter costruire la ripresa».

«La partnership tra BolognaFiere Cosmoprof e Cosmetica Italia, un legame saldo e di lunga data, si è ulteriormente rafforzata in questi mesi di emergenza sanitaria ed economica: insieme – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – abbiamo cercato di accompagnare aziende e operatori del network Cosmoprof in questo scenario inedito e difficile da interpretare, per proporre soluzioni condivise e adatte alle necessità del momento. Il nostro ruolo di partner di business di aziende e operatori ci impone di non fermarci ad analizzare il presente, ma di avere uno sguardo prospettico per sostenere lo sviluppo futuro del comparto. Mai come oggi l’industria cosmetica ha la consapevolezza del valore dell’esperienza fiera per creare sinergie e condividere strategie di sviluppo e, insieme a Cosmetica Italia, stiamo lavorando per prepararci al meglio al ritorno alle normali relazioni commerciali. Il primo appuntamento sarà a Cosmoprof North America: dal 29 al 31 agosto con Cosmetica Italia supporteremo le aziende italiane interessate a nuove progettualità nel mercato del Nord e Centro America. Stiamo inoltre definendo un evento a Bologna, dal 9 al 13 settembre, con un nuovo format a nome Cosmoprof, per un approfondimento dedicato al comparto benessere, sostenibilità e cura della persona, in sinergia con SANA e COSMOFARMA. Fino a tornare all’appuntamento fondamentale per il settore, Cosmoprof Worldwide Bologna, che sarà riproposto nel 2022, dal 10 al 14 marzo, con una calendarizzazione più tradizionale e funzionale per gli stakeholder».

Grazie alla propria naturale inclinazione all’anticiclicità e alla resilienza, il settore cosmetico ha retto molto meglio di altri comparti alle significative e inaspettate evoluzioni avvenute nel corso dell’ultimo anno.

I numeri chiave che descrivono il 2020 del settore cosmetico sono di segno negativo, seppur meno critici di quanto inizialmente ipotizzato: il fatturato globale ha toccato i 10,5 miliardi di euro (quasi -13% rispetto al 2019), in calo anche i valori del mercato interno (circa-10%) e delle esportazioni (-16,7%).

Ad eccezione dell’e-commerce (+42% rispetto al 2019), tutti i canali distributivi hanno subito delle contrazioni in confronto all’esercizio precedente; in alcuni casi, come nei canali professionali, condizionati dalle ripetute chiusure (acconciatura -28,5% ed estetica -30,5%), si è trattato di cali particolarmente consistenti.

I consumi di cosmetici hanno registrato un andamento negativo trasversale, ad eccezione delle famiglie di prodotto che hanno caratterizzato, e stanno contraddistinguendo, l’attraversamento della crisi da Covid-19: si tratta dei prodotti legati all’igiene corpo (+6,3%), alla cura dei capelli (+3,9%) e all’igiene orale (+1,4%).

In particolare, gli andamenti più significativi in termini di crescita sono emersi tra saponi liquidi (+35%), coloranti e spume coloranti per capelli (+30,4%) e prodotti depilatori (+5,3%).

Complici i condizionamenti nella socialità e nelle abitudini legate alla vita professionale e personale, i cali più importanti si sono riscontrati invece nella categoria della profumeria alcolica (-21,5%) e nelle diverse tipologie di make-up; particolarmente significative sono le performance negative di correttori guance, fard e terre (-28,7%), fondotinta e creme colorate (-29%) e rossetti e lucidalabbra (-35,8%).

«Delineando uno scenario di previsione per il 2021, al momento possiamo ipotizzare due differenti curve di andamento: una ottimistica e una pessimistica, ovviamente legate all’evoluzione della pandemia. Lo scenario più ottimistico propone una crescita, a fine 2021, di quasi nove punti percentuali, mentre lo scenario più pessimistico evidenzia una più rallentata crescita di poco superiore ai cinque punti percentuali – evidenzia Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia – L’indagine flash sul sell-in nei primi tre mesi 2021 ricalca lo schema della medesima analisi proposta per tutto il 2020, confermando la evidente ripresa, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se i livelli di crescita fanno supporre un ritorno ai valori pre-crisi non prima del 2022».

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