13-15 maggio, Arte Fiera n. 45 a BolognaFiere. Torna la manifestazione di riferimento per le gallerie e l’arte italiana del XX e XXI secolo

12 Mag 2022

Dal 13 al 15 maggio, a BolognaFiere, riapre le porte Arte Fiera, la più longeva fiera d’arte italiana (è stata fondata nel 1974) e manifestazione di riferimento per le gallerie e per l’arte italiana del XX e XXI secolo.

È la terza edizione fisica sotto la direzione artistica di Simone Menegoi, che dichiara: “Arte Fiera si ripresenta a testa alta: con una selezione di gallerie senza cedimenti qualitativi, e che si arricchisce anzi di alcune new entry; con allestimenti rinnovati; con un percorso di visita più razionale ed efficiente”.

Se la Main Section spazia dal Moderno e dall’arte postbellica fino al contemporaneo di ricerca, con un forte accento sull’arte italiana, incoraggiando gli stand monografici e le proposte curatoriali concentrate su un movimento, una tendenza, un periodo dell’arte del XX secolo, questa ossatura si consolida con tre sezioni che approfondiscono l’arte moderna e del dopoguerra storicizzato (Focus), la pittura del nuovo millennio (Pittura XXI), la fotografia e il video (Fotografia e immagini in movimento).

La selezione mirata di gallerie (partecipano in 142) si unisce a un approccio che punta a dare spazio alle poetiche individuali, con l’esplicito invito agli espositori a presentare un numero limitato di artisti.

Come in passato, inoltre, sono state incoraggiate le proposte monografiche, tanto per gli artisti storicizzati quanto per le ultime generazioni. Gli stand monografici – 35, circa un quarto del totale – costituiscono anche nel 2022 una presenza significativa.

Come nel 2020, la fiera avrà luogo nei padiglioni 15 e 18, dedicati rispettivamente al contemporaneo e all’arte
del XX secolo, ma con un nuovo percorso di accesso, che permetterà di scegliere liberamente quale padiglione visitare per primo.
Nuovo anche l’allestimento degli stand, più elegante e curato, che delinea la scelta di BolognaFiere di investire nella manifestazione per accrescerne la qualità, senza far ricadere il costo sulle gallerie.

Arte Fiera propone anche un ricco palinsesto di contenuti trasversali, con alcuni dei nomi più interessanti
dello scenario artistico italiano contemporaneo
. L’offerta del public program spazia tra i generi espressivi e offre agli addetti ai lavori e al grande pubblico uno spaccato dello stato dell’arte del nostro Paese.

Dal 2019 Arte Fiera commissiona a ogni edizione a un artista italiano affermato un’opera inedita, di grandi dimensioni o comunque ambiziosa, da presentare al pubblico negli spazi della fiera stessa. L’artista invitata in occasione di Arte Fiera 2022 è Liliana Moro (Milano, 1961), tra le più originali emerse in Italia dalla fine degli anni Ottanta. Moro ha scelto un materiale inconsueto, ma a cui ricorre regolarmente fin dagli anni Novanta: il suono. Concentrandosi su un tratto del percorso che collega l’Ingresso Nord ai padiglioni di Arte Fiera – tre lunghi corridoi dotati di tapis roulant, del genere che si trova comunemente in aeroporti e metropolitane -, Moro ha concepito una sorta di grande scultura sonora, di cui i visitatori faranno esperienza nel loro transito verso, e da, i padiglioni.

Giunge alla terza edizione il progetto Oplà. Performing Activities, a cura di Silvia Fanti (Xing), riconosciuta
a livello internazionale per il suo sguardo interdisciplinare sulle culture contemporanee, con particolare attenzione alle live arts, un ambito espressivo che caratterizza la scena artistica di Bologna fin dagli anni Settanta.
In programma, gli interventi di quattro artisti italiani (per nascita o adozione): Jacopo Benassi (1970), fotografo e performer noto per la crudezza del suo linguaggio, propone “Unisex”, un intervento nelle toilette dell’area Infopoint della fiera. Benassi farà gli onori di casa nelle stanze comuni dei bagni, proseguendo una nuova e inclusiva pratica espositiva che si rifà al live shooting. Invernomuto (Simone Bertuzzi, 1983 e Simone Trabucchi, 1982) presenta “Vernascacadabra”, una performance immateriale e radiofonica – il sistema di amplificazione della fiera trasmetterà una serie di composizioni per ocarina – che aggiunge un nuovo tassello all’indagine vernacolare e sulle subculture condotta dal duo. Muna Mussie (1978), artista eritrea di base a Bologna, mette in scena “Persona”, un incontro tra l’artista e il pubblico mediato dalla pratica del cucito, in cui la lingua è spazio politico-affettivo: Mussie sfida il visitatore a farsi ricamare su ciò che indossa il proprio peggior difetto. Luca Trevisani (1979) presenta “Ai piedi del pane”, al crocevia tra l’attività performativa e la scultura metamorfica e biologica: opere da indossare, scarpe con suole di pane innestate su tomaie preesistenti, bassorilievi da portare a spasso per Arte Fiera. Un gesto di archeologia culturale che sfida con ironia le nostre gerarchie di valori materiali.

Centrali, nel public program, la sezione Book Talk, con presentazioni quotidiane di libri di recente pubblicazione, e Note di Sguardi, un progetto di fotografia ideato da Giovanna Sarti (artista e curatrice), che coinvolge i quartieri Centro di Cervia, Santo Stefano a Bologna e Pankow a Berlino. A trentasei artisti internazionali attivi nelle tre città è stato chiesto di scegliere un’immagine proveniente dal loro archivio da stampare in forma di poster e affiggere nello spazio pubblico dei quartieri designati nell’arco di un anno, con cadenza mensile. In fiera, nel passaggio che collega i padiglioni 15 e 18, il pubblico potrà vedere una selezione dei poster realizzati finora.

In anticipo e in parallelo ad Arte Fiera, dal 7 al 15 maggio torna anche, per la decima edizione, ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere.
Coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei, sotto la direzione artistica
di Lorenzo Balbi, il main program di ART CITY Bologna si articola in uno special project e in una serie di progetti curatoriali che presentano le più diverse pratiche artistiche contemporanee. Il calendario spazia, inoltre, tra le proposte di musei, fondazioni, spazi istituzionali, Associazione Gallerie Bologna (Confcommercio Ascom Bologna), spazi espositivi e gallerie indipendenti della città.
Ad affiancare i nove main projects – affidati ad artisti emergenti come Benni Bosetto, Kipras Dubauskas, Mattia Pajè, Emilia Tapprest, a nomi più consolidati come Andreas Angelidakis, Giulia Niccolai e Italo Zuffi, e ad artisti
internazionali come Carlos Garaicoa e Pedro Neves Marques – sarà l’atteso special project del 2022: l’intervento di Tino Sehgal curato da Lorenzo Balbi e concepito appositamente per Piazza Maggiore.
Sabato 14 maggio non mancherà, infine, uno degli appuntamenti più amati dal pubblico: la ART CITY White Night, con apertura straordinaria fino alle 24 di numerose sedi del circuito ART CITY Bologna, oltre che di gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi.

Vai sul sito di Arte Fiera


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